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Quando siamo sconvolti, facciamo di tutto tranne che far fronte alla nostra tristezza. Lavoriamo, facciamo la spesa, mangiamo, beviamo, puliamo, facciamo le commissioni, organizziamo. Semplicemente non ci fermiamo. E ci convinciamo che siamo troppo occupati per sentirci tristi.

Semplicemente non possiamo fermarci quando ci sono un sacco di cose da fare. Cerchiamo di evitare la tristezza a tutti i costi. Forse abbiamo imparato a percepire la tristezza come un’emozione che non vogliamo sentire affatto.

“Molti genitori spesso dicono, a fin di bene, ai loro figli – è tutto ok – quando sono in difficoltà, dando loro, inavvertitamente, il messaggio che tali sentimenti dovrebbero essere evitati” dice Agnes Wainman, una psicologa clinica di London, Ontario.

Forse abbiamo imparato a vedere la tristezza come un segno di debolezza. C’è una tale pressione nella nostra società ad essere “forti” e la tristezza può essere vista come esattamente l’opposto. Eppure, quando diciamo che qualcuno è “forte“, quello che stiamo realmente dicendo è che appare stoico. E se è importante regolare le nostre emozioni, “noi spesso oscilliamo fino all’estremo opposto nel non voler mostrare alcun sentimento” continua la Wainman.

Molti dei suoi clienti cercano di allontanarsi dalla loro tristezza. Pensano “di non avere il diritto di sentirsi tristi”. Coloro che si prendono cura degli altri – che siano i bambini, il partner, i genitori o nell’esercizio della loro professione – ritengono che non dovrebbero concentrarsi sulle loro emozioni. Sostengono addirittura di ritenere i propri sentimenti come “egoisti” o “indulgenti verso se stessi” concentrandosi invece su quelli degli altri.

Le persone minimizzano e cancellano i loro sentimenti in diversi modi. I clienti di Wainman dicono: “Altre persone stanno peggio di me, mi dovrei accontentare” e creano delle proprie giustificazioni negative: “Non dovrei preoccuparmene. Le cose potrebbero andare sempre peggio. Dovrei essere grato per tutte le cose belle della mia vita, devo smettere di rimuginare”.

Sì, le cose potrebbero andare peggio – potrebbero sempre andare peggio – ma questo non significa che il vostro dolore è insignificante, dice la Wainman, la fondatrice dei servizi psicologici di London che si è autoproclamata attivista della cura di sé. Mentre è importante manifestare la propria gratitudine, dobbiamo bilanciare questo permettendoci di sentire le nostre emozioni.

Può darsi che abbiate delle aspettative irrealistiche riguardo la tristezza. Forse pensate che abbia un limite temporale, che dovreste smettere di essere tristi per eventi del passato. Tuttavia, mentre l’intensità del dolore in genere si smorza nel corso del tempo “ci saranno sempre cose che ci rendono tristi.” Quindi, come potete far fronte alla tristezza se siete più abituati a evitarla, ignorando o fingendo che non esista?

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Ecco i suggerimenti di Wainman per cercare di alleggerire la vostra tristezza:

Ammettete la vostra tristezza. Semplicemente riconoscete che vi sentite tristi. Se non siete sicuri della ragione della vostra tristezza, cercate di scoprirlo. “Qualcuno ha ferito i vostri sentimenti? Vi è stato ricordato di qualcosa o qualcuno che avete perso? Vi sentite soli?”

Datevi il permesso di sentirvi tristi. Potrebbe sembrare più facile dirlo che farlo se è da un po’ do tempo che non siete entrati in contatto con la vostra tristezza. Wainman suggerisce di rivolgervi al vostro corpo prestando attenzione alle sensazioni fisiche. Per esempio, forse vi sentite un senso di oppressione al petto o un groppo in gola. “Permettetevi di piangere se è necessario”. E se ciò risulta difficile, vi sorgono pensieri giudicanti, mettete di nuovo a fuoco la vostra attenzione su ciò che sta accadendo all’interno del vostro corpo.

Concedetevi della compassione. “Trattatevi come fareste con un amico. Probabilmente non fareste vergognare un amico per il fatto di sentirsi triste; concedetevi la stessa compassione”

E’ anche di aiuto rendersi conto che la tristezza può essere un utile segnale. Ad esempio, la tristezza potrebbe dirvi che avete bisogno di cambiare qualcosa. “Se ci sentiamo tristi quando siamo con il nostro partner, può significare che c’è qualcosa da capire nella relazione” dice Wainman.

Tristezza potrebbe anche dire che qualcosa era davvero significativo per voi, continua. “Se siamo tristi per la perdita di una persona o di una relazione, significa che ciò ha davvero contribuito alla nostra storia. Se la tristezza è scomoda, può però indicare che abbiamo fatto qualcosa di valore e significativo”. Magari vi siete resi vulnerabili e avete preso qualche rischio emotivo, dice. Potrebbe avervi rivelato il contrario di quello che volevate. Ma “questo fa parte dell’esperienza umana.”

Ritrovarvi con la vostra tristezza non è facile, soprattutto quando siete più abituati a fare tutt’altro, ma utilizzare questi suggerimenti può fare una grossa differenza. Perché questa è davvero la chiave: pratica. Pratica onorando i tuoi sentimenti, che ti aiuta ad onorare te stesso.

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