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Dire a qualcuno che è “troppo suscettibile” è un’espressione spesso usata da persone che intendono colpirvi emotivamente con fine manipolatorio e di controllo. E’ spesso un modo di spostare la colpa da chi ha detto o fatto qualcosa di offensivo al suo bersaglio. Le figlie che hanno avuto una carenza di affetto spesso riferiscono che questo gli è stato detto durante l’infanzia come un modo di scusare o negare i comportamenti tossici e dannosi della madre o del padre.

Detto questo, è anche vero che alcuni adulti, soprattutto quelli con un attaccamento ansioso-preoccupato, mostrano un tipo di sensibilità che può essere altamente controproducente e in realtà rischia di ostacolare il loro funzionamento nei rapporti stretti e intimi. Le persone con attaccamento ansioso sono super-vigili su eventuali segni di rigetto (gli esperti la chiamano la sensibilità al rifiuto) e preoccupati all’dea che le cose potrebbero andare male e il rapporto finire. Allo stesso tempo, questo modo preoccupato di reagire li rende anche emotivamente molto volatili e veloci a rispondere con rabbia e in modo drammatico a qualunque minaccia percepita. La ricerca mostra che la sensibilità al rifiuto spesso funziona come profezia che si autoavvera dal momento che alcuni partner saranno inevitabilmente allontanati dalla situazione di dramma costante. Ironia della sorte, la sensbilità al rifiuto, causata dall’ essere stati rifiutati o emarginati durante l’infanzia, può effettivamente continuare e ricreare le dinamiche dell’infanzia in età adulta e trasformare ogni rapporto, tra cui l’amicizia, in delle montagne russe che non sono divertenti per ulla.

Ma questi modelli inconsci di comportamento possono essere cambiati una volta che ce ne rendiamo conto e identifichiamo la loro fonte nelle nostre esperienze infantili. Quindi, chiedetevi se questi siete voi e come agire a piccoli passi verso un percorso di guarigione.

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Siete sempre in allerta

La prima cosa che vi salta in mente quando siete a una festa o a qualsiasi altro incontro è che potreste non piacere alla gente? Avete bisogno di continue rassicurazioni dai vostri intimi che hanno veramente cura di voi? Siete sensibili a come i vostri amici interagiscono con altri loro amici e finite per preoccuparvi che siano in realtà più vicini a loro di quanto non lo siano con voi? Vi dà fastidio quando siete gli ultimi a sapere qualcosa che è accaduto nella vita di un amico? Diventate gelosi quando un amico o una persona cara va a vedere un film o un pranzo con qualcun altro?

Se è così, tutti questi sono i segni di una sensibilità al rifiuto.

Siete inclini a un eccesso di analisi e di lettura tra le righe

Siete ossessionati dalle battute in ufficio e dal fatto che ciò che un collega ha detto potrebbe essere uno sgarbo? Prendete come un fatto personale quando qualcuno non vi richiama subito e iniziate a pensare che il motivo potrebbe essere che la persona si sente offesa o è arrabbiata con voi? Permettete che le vostre insicurezze si prendano il meglio di voi, ripetendo ogni conversazione nella vostra testa?

Se è così, state creando involontariamente crisi dove non ce ne sono. A volte si richia un’escalation e queste crisi diventeranno veri e propri scontri.

Tenete sempre un taccuino mentale

Non lo fate in maniera conscia, ma non perdonate e non dimenticate mai quando vi siete sentiti esclusi o offesi. Invece, anche una volta che siete stati rassicurati, non dimenticate la cosa e la prossima volta che si ripresenterà con la stessa persona, l'”appunto” mentale che avete preso ritornerà . Ciò amplifica il volume, vi rende più ansiosi e suscettibili, e ciò è sufficiente a farvi stare sulle montagne russe.

Non va bene. Dovete imparare a lasciar andare le cose.

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Siete molto reattivi

Siete sensibili a segnali di cui non siete nemmeno consapevoli come espressioni facciali, il linguaggio del corpo, il cambiamenti di tono; e tutto questo vi fa andare su di giri quando le cose non vanno secondo il copione che avete immaginato . Chiedetevi come reagireste nella seguente situazione immaginaria.

State incontrando una persona per la prima volta, si tratta di un’opportunità di networking e avete organizzato di incontrarla in un ristorante. Lei è già seduta al tavolo quando arrivate.

– Vi vede camminare verso di lei, vi sorride, si alza in piedi, e vi porge la mano.

– Alza a malapena gli occhi, con un viso inespressivo, e, senza dire una parola, vi fa segno di prendere posto.

– Sta guardando il suo telefono e anche quando la salutate e dite il vostro nome, lei guarda all’insù senza sorridere e dice “Oh.”

Il primo scenario non presenta alcun problema, ma come si dovrebbero gestire gli altri due? Una persona attaccata in modo sicuro qualificherebbe semplicemente la donna come scortese, visto il modo in cui si è comportata, e questo è un suo problema, ma si concentrerebbe sull ‘obiettivo dell’incontro per vedere ciò che di buono potrebbe uscire dalla riunione, nonostante la brutta partenza.

Ma che dire di voi?

– Supporreste che vi ha trattato in maniera sprezzante perché avete fatto una brutta prima impressione?

– Cerchereste di normalizzare il suo comportamento dicendo qualcosa per cercare di appianare le cose? Cerchereste di accontentarla in qualche modo?

– Dopo esservi seduti diventereste sempre più arrabbiati?

– Lo prendereste come un segnale che le donne non sono alleati affidabili?

– Vi rifiutereste di sedervi e semplicemente e ve ne andreste?

Tutti questi sono modi inconsapevoli di leggere i comportamenti delle altre persone su di voi e possono disturbare il modo in cui mettete a fuoco i vostri obiettivi.

Rimuginate

Non riuscite a smettere di far girare il nastro nella vostra testa. Sembra che tutti alla festa stiano parlando tra loro, ma voi siete bloccati in un angolo, da soli. Quando siete stati invitati per ultimi al pranzo che ha dato Suzie la scorsa settimana, ora non potete smettere di pensare al fatto che questo è avvenuto perché, forse, Suzie non è una buona amica come pensavate. Quando eravate gli unici al circolo di lettura che amava quel romanzo e quessto vi faceva sentire come se foste la persone più stupide del mondo. L’incapacità di lasciar andare le cose è un altro segno che forse siete “troppo suscettibili”.

Riconoscere che i modelli di comportamento adottati durante l’infanzia non stanno più lavorando per voi è assolutamente la chiave per andare avanti. Essere “troppo suscettibili”, per il vostro bene, è uno di loro.

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